Ad Inveruno, in provincia di Milano, un amministratore condominiale è finito sotto i riflettori dopo essere ammonito di una segnalazione all’Unione Consumatori. Il motivo dell’ammonimento riguarda l’applicazione di una quota fissa di 10 euro per ogni pagamento delle spese condominiali effettuato tramite carta di credito.
La denuncia di Elisa M.
A sollevare la questione è stata Elisa M., una residente di Inveruno, che avrebbe deciso di portare il caso all’attenzione dell’Unione Consumatori. Secondo la sua segnalazione, questa pratica sarebbe scorretta e avrebbe lo scopo di speculare sui condomini attraverso una tassazione aggiuntiva ingiustificata su ogni transazione elettronica.
Una pratica contestata
Il pagamento delle spese condominiali tramite carta di credito è una comodità per molti cittadini, che preferiscono evitare il contante o i bonifici bancari. Tuttavia, l’applicazione di una tariffa fissa su ogni transazione ha sollevato dubbi sulla legittimità di tale pratica. “Non è accettabile che si imponga una quota extra di 10 euro solo per il tipo di pagamento scelto“, ha dichiarato Elisa M.. “Se la carta di credito comporta costi per l’amministratore, questi dovrebbero essere chiaramente giustificati e proporzionati.”
Possibili implicazioni legali
Gli esperti di diritto dei consumatori sottolineano che le commissioni sulle transazioni con carta di credito dovrebbero essere applicate in modo trasparente e proporzionato. Se l’amministratore condominiale ha imposto la quota senza previa comunicazione ai condomini, potrebbe essere soggetto a richiami o sanzioni.
Reazioni dei residenti
La questione ha sollevato numerose reazioni tra i residenti di Inveruno. Alcuni sostengono che i costi di gestione possano giustificare una piccola commissione, mentre altri ritengono che questa pratica sia semplicemente un abuso. “Se c’è un costo da pagare, l’amministratore dovrebbe comunicarlo chiaramente ai condomini prima di applicarlo“, ha affermato un residente.
L’intervento dell’Unione Consumatori
L’Unione Consumatori avrebbe preso in carico la segnalazione e starebbe valutando se ci siano gli estremi per una contestazione formale. L’organizzazione potrebbe chiedere chiarimenti all’amministratore e, se necessario, intervenire per tutelare i diritti dei condomini.
Conclusione
La vicenda dell’amministratore condominiale di Inveruno rappresenta un caso emblematico su come i costi aggiuntivi possano diventare oggetto di controversia. Se confermata, questa tassa sulle transazioni potrebbe aprire un dibattito più ampio sulla trasparenza nella gestione condominiale.
Ora si attenderebbe la risposta ufficiale dell’amministratore e le eventuali azioni dell’Unione Consumatori.
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