Abbiategrasso — Una ferita troppo profonda al torace, una corsa disperata verso l’ospedale e infine il decesso. È morto così un ragazzo di 21 anni, trovato agonizzante sotto un porticato delle case popolari di via Carlo Maria Fusè, ad Abbiategrasso. Un dramma improvviso che ha sconvolto l’intera comunità, aprendo scenari inquietanti su un possibile regolamento di conti maturato negli ambienti della microcriminalità locale.
Il giovane, secondo quanto appreso dalle fonti sanitarie e investigative, presentava una profonda lesione toracica provocata molto probabilmente da un’arma da taglio. È stato soccorso dai volontari della Croce Azzurra di Abbiategrasso e dal personale dell’automedica intervenuta in codice rosso. Le sue condizioni sono apparse sin da subito critiche. Nonostante i tentativi di stabilizzazione, è deceduto poco dopo il ricovero all’ospedale di Legnano.
Il ritrovamento: una scena da film nero
Alcuni residenti hanno segnalato alle forze dell’ordine la presenza di un giovane riverso a terra sotto i portici delle case popolari, nel quartiere popolare a ridosso del centro cittadino. “Abbiamo sentito delle urla — racconta una residente — poi silenzio. Quando ci siamo affacciati, c’era già gente che cercava di aiutarlo.”
Al loro arrivo, i soccorritori hanno trovato il ragazzo privo di conoscenza, con una profonda ferita al torace e una significativa perdita di sangue. I tentativi di rianimarlo sono stati vani. Il giovane è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Legnano, ma è morto poco dopo il ricovero.
Identità della vittima e primi accertamenti
La vittima è un ragazzo italiano di 21 anni, residente nella zona, già noto alle forze dell’ordine per episodi legati al piccolo spaccio. Nonostante la giovane età, avrebbe frequentato ambienti difficili, secondo quanto trapela dalle indagini in corso. I carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso, che stanno conducendo l’inchiesta, non escludono alcuna pista, ma il sospetto che si tratti di un omicidio legato a dinamiche criminali è sempre più forte.
Un agguato premeditato?
Il luogo del ritrovamento, una zona appartata tra i palazzi delle case popolari, solleva interrogativi inquietanti. I militari stanno analizzando le immagini delle telecamere presenti nel quartiere e ascoltando i residenti nella speranza di trovare testimoni che possano aver visto qualcosa. Si cerca un volto, una figura sospetta, qualsiasi elemento utile a ricostruire quanto avvenuto.
I precedenti: un quartiere che convive con la tensione
Via Fusè non è nuova a episodi di violenza. Già in passato il quartiere popolare di Abbiategrasso era salito agli onori delle cronache per risse, aggressioni e attività di spaccio. Una zona difficile, dove il disagio sociale convive con la presenza di microcriminalità e dove la tensione tra bande rivali o gruppi giovanili è palpabile.
“Siamo abituati a vedere facce nuove — racconta un abitante — ma negli ultimi tempi la situazione è peggiorata. C’è chi spaccia a tutte le ore e nessuno fa niente.”
La morte del 21enne ad Abbiategrasso non è solo l’ennesimo episodio di violenza urbana. È il segno tangibile di una tensione sociale crescente, di un tessuto comunitario che mostra crepe profonde e di giovani che, troppo spesso, finiscono risucchiati in contesti pericolosi. Un grido d’allarme per le istituzioni, le famiglie e la società intera.
Mentre i carabinieri continuano a indagare, con il massimo riserbo, il quartiere di via Fusè resta in silenzio, sospeso tra dolore e paura. In attesa di un nome, di un volto, e soprattutto, di giustizia.
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