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Aggiungi Notizieprime alle fonti preferite →Una vasta frana ha interessato recentemente un versante del Monviso, destando preoccupazione tra gli operatori del soccorso e la comunità escursionistica. Un escursionista non ha fatto rientro al Rifugio Quintino Sella e il Soccorso Alpino è intervenuto immediatamente per avviare le ricerche, affrontando condizioni impegnative e un terreno instabile.
Che cosa è successo
I primi segnali dell’accaduto sono arrivati quando al rifugio non si è presentato l’escursionista previsto. Successivamente, testimoni e passanti hanno segnalato una consistente massa di detriti scivolata lungo il versante, con grandi blocchi rocciosi e materiale sciolto che hanno modificato il profilo del pendio. La zona interessata si trova in un’area impervia del Monviso, dove i sentieri sono stretti e la pendenza accentuata, elementi che hanno complicato da subito l’accesso alle squadre di ricerca.
Il ruolo del Soccorso Alpino
Il Soccorso Alpino è sempre la prima risposta in questi scenari: tecnici specializzati, volontari locali e, quando necessario, il supporto dei Vigili del Fuoco e di altre forze di soccorso sono coordinati per massimizzare le possibilità di ritrovamento in sicurezza. Le operazioni comprendono la ricognizione a piedi, l’uso di unità cinofile addestrate, ispezioni con droni e, se le condizioni meteorologiche lo permettono, interventi con elicotteri per ricognizione dall’alto o evacuazioni. La priorità è la sicurezza degli operatori, perciò ogni avanzamento viene valutato alla luce del rischio di nuove frane o di terreno instabile.
Le difficoltà operative
Operare dopo una frana comporta molteplici rischi: movimento secondario di masse instabili, presenza di crepe nascoste, materialmente difficile accesso per trasportare attrezzature pesanti. In inverno o in condizioni di maltempo, la situazione peggiora ulteriormente. Le squadre devono inoltre coordinare le comunicazioni tra punti distanti e spesso non coperti da rete telefonica, perciò vengono impiegati apparati radio e dispositivi di emergenza via satellite quando necessario.
Possibili cause e contesto ambientale
Una frana di grande portata può essere scatenata da una combinazione di fattori: erosione naturale, saturazione del terreno per piogge intense, disgelo del permafrost a quote elevate, o eventi meteorologici estremi. Negli ultimi anni gli studi e le osservazioni sul Monviso e sulle Alpi in generale hanno evidenziato come il riscaldamento climatico e le oscillazioni pluviometriche stiano alterando la stabilità dei versanti. Questo non significa che ogni frana sia direttamente attribuibile a una singola causa, ma il contesto cambia e incrementa la probabilità di eventi simili.
Impatto sul paesaggio e sentieri
Le frane ridisegnano i percorsi tradizionali: sentieri possono essere cancellati o resi impraticabili, punti di appoggio roccioso possono scomparire e i rifugi possono trovarsi isolati per giorni. Gli enti gestori dei parchi e le associazioni locali monitorano costantemente la rete sentieristica e, se necessario, chiudono tratti per pericolo oggettivo, segnalando alternative o provvedendo a interventi di disgaggio controllato quando possibile.
Consigli pratici per chi va in montagna
Di fronte a eventi come questo è importante ribadire alcune regole di sicurezza: informarsi sul percorso e sulle condizioni meteorologiche prima di partire; lasciare l’itinerario previsto a chi resta a valle o al rifugio; portare sempre con sé equipaggiamento adeguato (giacca tecnica, GPS/telefono, power bank, lampada frontale); considerare l’uso di dispositivi di comunicazione satellitare se si percorrono zone senza copertura; evitare di muoversi da soli in aree remote e ad altissima esposizione. Inoltre, rispettare eventuali segnalazioni di chiusura dei sentieri è fondamentale per la propria incolumità e per non complicare le operazioni di soccorso.
Se si assiste all’evento o si è a conoscenza di un disperso
Se si è testimoni di una frana o si sospetta che qualcuno sia rimasto coinvolto, contattare immediatamente i numeri di emergenza (112 in Italia) fornendo informazioni precise su posizione, itinerario, descrizione della persona dispersa e ultima volta che è stata vista. Non avventurarsi in zone instabili per tentare il recupero: aspettare l’arrivo dei soccorsi professionisti e mantenere un punto di riferimento per facilitare le operazioni di localizzazione.
Eventi come la frana sul Monviso ricordano quanto la montagna sia un ambiente potente e mutevole. Preparazione, rispetto delle regole e collaborazione con i servizi di emergenza sono gli strumenti principali per ridurre i rischi. La speranza è che le ricerche portino rapidamente a un esito positivo per l’escursionista disperso e che le comunità montane possano trarre indicazioni utili per prevenire situazioni analoghe in futuro, migliorando monitoraggi e piani di intervento senza dimenticare il valore della prudenza individuale.
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