Trovato amianto vecchie scuole di Inveruno: Il comune conferma nessun pericolo per gli ex studenti

Maggio 6, 2025
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Trovato amianto vecchie scuole di Inveruno
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Le analisi ambientali svolte nelle scorse settimane nei vecchi edifici scolastici del comune hanno fatto emergere un’importante criticità: la presenza di amianto. Una sostanza altamente pericolosa per la salute umana è stata individuata in più punti all’interno delle strutture scolastiche dismesse, in particolare nelle ex scuole elementari di via Veneto e nelle ex scuole medie di via Palestro.
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Amianto tra infissi e tetti: la situazione in via Veneto

Nel plesso scolastico di via Veneto, chiuso ormai da tempo e in attesa di una riqualificazione, la presenza dell’amianto è stata individuata in due aree distinte. Le analisi hanno rilevato tracce del materiale pericoloso nel sigillante dei vecchi infissi — in particolare nelle guarnizioni dei serramenti installati decenni fa — e sulla copertura del locale adibito a ex bidelleria.

Queste strutture, risalenti a epoche in cui l’amianto era ampiamente utilizzato nell’edilizia per le sue proprietà isolanti e ignifughe, sono ora oggetto di un piano di intervento straordinario. L’obiettivo è evitare qualsiasi rischio di esposizione alla fibra di amianto, che può essere letale se inalata.

La scoperta nella ex scuola media di via Palestro

Situazione analoga è emersa anche nella struttura delle ex scuole medie di via Palestro. In questo caso, i tecnici incaricati hanno individuato la presenza di amianto nella colla utilizzata per fissare il linoleum, il pavimento che ricopriva gran parte dell’edificio. Anche in questo caso, il rischio non è trascurabile: il deterioramento o la rimozione non corretta del pavimento potrebbe causare la dispersione delle fibre nell’aria.

La struttura è già inaccessibile al pubblico, ma le autorità hanno disposto ulteriori misure di sicurezza in vista dell’avvio dei lavori di bonifica.

Autorizzazione ATS e piano di bonifica

Il settore competente dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) è stato prontamente informato dei risultati delle indagini ambientali. Dopo un’attenta analisi della documentazione, ATS ha approvato il piano di intervento per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, presentato dall’amministrazione comunale con il supporto di ditte specializzate nel settore.

Il piano prevede fasi ben definite:

  • La messa in sicurezza temporanea delle aree contaminate;
  • La rimozione del materiale pericoloso con personale dotato di dispositivi di protezione individuale (DPI);
  • Il confezionamento e il trasporto in siti autorizzati per lo smaltimento dell’amianto;
  • La bonifica degli ambienti mediante tecniche certificate, come la microaspirazione e la decontaminazione;
  • Il monitoraggio dell’aria a seguito degli interventi per certificare l’assenza di fibre residue.

I rischi dell’amianto: una questione di salute pubblica

L’amianto è un materiale cancerogeno ormai bandito in Italia dal 1992, ma la sua diffusione nei decenni precedenti è stata tale da renderlo tuttora presente in molti edifici pubblici e privati. Le fibre di amianto, se inalate, possono causare patologie gravi e spesso mortali come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e altre forme di cancro ai polmoni.

La pericolosità dell’amianto risiede nel suo stato friabile o danneggiato: in tali condizioni le fibre si disperdono facilmente nell’aria, rendendo l’esposizione un pericolo invisibile ma estremamente concreto. Da qui la necessità di intervenire in tempi rapidi e con procedure altamente controllate.

La voce dei cittadini e dei genitori

Il caso ha suscitato preoccupazione tra i residenti, in particolare tra i genitori che avevano frequentato quelle scuole o i cui figli sono stati alunni in quegli spazi. “Siamo sollevati che la situazione sia emersa prima che ci fossero esposizioni prolungate” – ha commentato una madre. “Ora ci aspettiamo che la bonifica sia veloce ed efficace”.

Prossimi passi e monitoraggio continuo

I lavori di bonifica dovrebbero iniziare entro poche settimane e saranno seguiti da un monitoraggio ambientale post-intervento della durata di almeno sei mesi, come previsto dal protocollo ATS. Le autorità hanno promesso massima trasparenza e comunicazione costante con la cittadinanza.

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