Una giornata che doveva essere all’insegna della gioia, della condivisione e della serenità familiare si è trasformata in un dramma irreparabile. Angelo Vitale, 49 anni, residente nella frazione di San Vincenzo Ferreri a Sora, in provincia di Frosinone, è morto soffocato da una fetta di prosciutto durante il pranzo pasquale. Un evento tanto improvviso quanto tragico che ha scosso la comunità locale e lasciato sgomenti i suoi cari, presenti al momento della tragedia.
Un giorno di festa che si trasforma in lutto
Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di domenica 20 aprile, poco prima delle ore 13. Angelo si trovava nella sua abitazione di via San Vincenzo Ferreri, circondato da familiari e amici riuniti per celebrare la Pasqua. Secondo quanto ricostruito, la vittima era seduta a tavola e stava gustando una fetta di prosciutto crudo, parte del tradizionale antipasto pasquale, quando improvvisamente ha iniziato a manifestare segni di soffocamento.
“È stato tutto così veloce. All’inizio pensavamo fosse un colpo di tosse, poi abbiamo capito che non riusciva a respirare”, racconta una parente presente all’accaduto. Il boccone, probabilmente reso scivoloso dalla presenza di grasso, ha ostruito le vie respiratorie di Angelo, che non ha avuto il tempo di reagire. I tentativi di soccorso immediato da parte dei presenti si sono purtroppo rivelati vani.
I tentativi disperati di salvarlo
Subito dopo aver notato che l’uomo non riusciva più a respirare, i familiari hanno tentato le manovre di disostruzione delle vie aeree, ma senza successo. In preda al panico, hanno immediatamente allertato il numero di emergenza 118. Nel giro di pochi minuti un’ambulanza è giunta sul posto, seguita poco dopo da un’unità dell’automedica. I sanitari hanno tentato in ogni modo di rianimare Angelo Vitale, ma quando sono arrivati l’uomo era già privo di conoscenza e in arresto cardiocircolatorio.
“Abbiamo fatto il possibile, ma purtroppo il paziente era già in condizioni critiche quando siamo arrivati”, ha dichiarato uno dei soccorritori. Dopo oltre venti minuti di tentativi di rianimazione, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. L’area attorno all’abitazione è stata raggiunta anche da una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione, giunti per effettuare i rilievi di rito e accertare la dinamica dei fatti, sebbene sin da subito sia stato chiaro che si trattava di una tragica fatalità.
Una tragedia che accende i riflettori sulla sicurezza a tavola
Il caso di Angelo Vitale riaccende l’attenzione su un fenomeno più frequente di quanto si possa pensare: il soffocamento da cibo, soprattutto in contesti domestici. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia si registrano centinaia di decessi per soffocamento causato da ingestione accidentale di alimenti. Le vittime non sono solo bambini e anziani, ma anche adulti in buona salute, come nel caso di Angelo.
Tra gli alimenti più a rischio vi sono proprio i salumi, come il prosciutto crudo, che per consistenza e presenza di grasso possono scivolare e ostruire le vie respiratorie. In questi casi, una tempestiva manovra di Heimlich può fare la differenza, ma non sempre chi è presente sa come intervenire correttamente, soprattutto in un momento di forte stress emotivo.
La voce degli esperti
“Il soffocamento da cibo è una delle cause più sottovalutate di morte accidentale negli adulti”, spiega il dottor Francesco Antonelli, medico del 118 e formatore in corsi di primo soccorso. “Basta davvero poco: un boccone ingerito distrattamente, magari mentre si parla o si ride. E in pochi secondi la situazione può diventare critica.”
Il medico sottolinea l’importanza della prevenzione e della formazione: “Ogni cittadino dovrebbe conoscere le basi delle manovre di disostruzione. Salvano vite. Ci sono corsi gratuiti o a basso costo organizzati in moltissime città. È un piccolo investimento che può fare una grande differenza.”
Un appello alla consapevolezza
La tragedia di Sora diventa quindi anche un monito: l’importanza di essere informati, di prendersi cura di sé e degli altri anche nei momenti apparentemente più innocui. Pranzare in famiglia, soprattutto durante le feste, è un momento di convivialità, ma non bisogna mai abbassare la guardia su alcuni rischi, per quanto rari possano sembrare.
Nel ricordo di Angelo Vitale, la comunità si stringe ora attorno ai suoi cari con un sentimento misto di dolore e incredulità. Nei prossimi giorni si terranno i funerali, per dare l’ultimo saluto a un uomo strappato troppo presto alla vita. Il sindaco di Sora ha espresso cordoglio a nome dell’amministrazione comunale, dichiarando: “La nostra comunità è colpita da una tragedia che ci lascia senza parole. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia Vitale in questo momento di grande dolore.”
Quella che doveva essere una giornata di gioia si è trasformata in una pagina di cronaca nera. Una Pasqua segnata non da sorrisi e abbracci, ma da lacrime e dolore. Il caso di Angelo Vitale resta un tragico promemoria della fragilità della vita e dell’importanza di non sottovalutare neppure i gesti più quotidiani. Che il suo ricordo possa diventare anche occasione di riflessione per tanti, affinché simili tragedie possano essere, per quanto possibile, evitate in futuro.
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