INVERUNO – Una decisione attesa, ma che ha scosso le fondamenta del dibattito locale, è stata presa nel Consiglio Comunale di ieri, 22 maggio. Con l’approvazione del permesso di costruire convenzionato, si aprono le porte alla demolizione di Villa Belloli, lo storico immobile situato in via Senatore Marcora. Al suo posto sorgerà una nuova costruzione destinata a ospitare 20 appartamenti con relativi box, segnando la fine di un’epoca per un edificio che, pur non essendo vincolato urbanisticamente, era percepito da molti come un pezzo dell’identità di Inveruno.
La questione di Villa Belloli è stata al centro dell’attenzione da diverso tempo, dividendo l’opinione pubblica tra chi ne caldeggiava il recupero con una nuova destinazione d’uso e chi, invece, ne auspicava il mantenimento integrale o una riqualificazione che ne preservasse il carattere originario. La decisione consiliare segna un punto di non ritorno, orientando definitivamente il futuro dell’area verso una nuova urbanizzazione. A esporre la situazione in aula è stata la Vice Sindaco Sara Bettinelli, la quale ha ribadito la mancanza di vincoli di natura urbanistica sull’immobile da diversi anni. La scelta è caduta su un intervento di nuova costruzione che punta a soddisfare la domanda abitativa del territorio, con un progetto che prevede la realizzazione di un complesso residenziale.
La Reazione Dura dell’Opposizione
L’approvazione del permesso a costruire non è avvenuta senza un’accesa polemica e un forte dissenso da parte dell’opposizione e di alcuni cittadini. Il consigliere Vincenzo Grande non ha risparmiato critiche all’amministrazione, definendo la decisione di demolire Villa Belloli (ndr) come “cinica”. Le sue parole hanno vibrato nell’aula consiliare, esprimendo un profondo rammarico per quella che molti considerano la perdita di un elemento distintivo per la comunità.
“È un’immobile che da lustro alla nostra Comunità,” ha esordito il consigliere Grande, sottolineando come la Villa, pur non avendo vincoli formali, avesse un valore intrinseco, simbolico e affettivo per gli inverunesi. La sua argomentazione si è focalizzata sul rischio di ridurre “un’opera di grande pregio” a un semplice “immobile da recuperare” in termini puramente volumetrici e speculativi, senza considerare il patrimonio storico e culturale che essa rappresentava. Presenti al dibattito alcuni Cittadini contrari alla demolizione della Villa; con un gesto eloquente di protesta e amarezza, hanno abbandonato la sala consiliare subito dopo la votazione. Le loro parole, raccolte a caldo all’uscita: “Siamo amareggiati, è un peccato demolire una villa così, perché era il fiore all’occhiello di Inveruno.” Questa frase, semplice ma carica di significato, evidenzia la percezione che l’edificio fosse un simbolo, un elemento identitario, e non solo un’opportunità edilizia. La demolizione di Villa Belloli, dunque, non è solo una questione urbanistica, ma tocca corde profonde legate alla memoria storica e all’identità di un paese.
L’Amministrazione Comunale ha precisato che il mantenimento di un immobile ormai abbandonato e con un progressivo deterioramento strutturale porterebbe ad un eccessivo svuotamento delle casse comunali senza conferire un reale vantaggio per i cittadini.
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