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Aggiungi Notizieprime alle fonti preferite →Una vasta chiazza di gasolio si è formata sul Naviglio Grande, provocando una risposta immediata delle autorità locali e l’installazione di barriere contenitive anche nel tratto milanese del canale. L’assessore Granelli ha descritto la situazione come preoccupante, parlando di ‘quantità grandi’ e della necessità di ‘cercare di fermare l’onda inquinante’ prima che il contaminante raggiunga aree più sensibili del sistema idrico urbano.
Cos’è successo sul Naviglio Grande
I primi avvistamenti segnalavano uno strato lucente e oleoso che si estendeva sulla superficie dell’acqua, con i residenti e i gestori delle barche che hanno notato la presenza di macchie scure e odore caratteristico di gasolio. La possibile origine può essere dovuta a un versamento accidentale da un’imbarcazione, da un’attività di carico/scarico o da uno sversamento proveniente dalla rete idrica secondaria; al momento le indagini sono in corso per ricostruire la dinamica dell’evento.
Interventi di emergenza e barriere contenitive
Le autorità comunali, in collaborazione con i vigili del fuoco e le squadre ambientali, hanno predisposto l’utilizzo di barriere galleggianti (booms) per circoscrivere la chiazza e impedire la sua dispersione verso i tratti più critici del canale e, soprattutto, verso la rete di canali che si dirama in città. Le barriere sono state posizionate in punti strategici, vicino a chiuse e sotto i ponti, con unità di monitoraggio che seguono l’andamento dell’onda inquinante.
Ruolo delle istituzioni e comunicazione alla popolazione
L’assessore Granelli ha comunicato via social e canali ufficiali lo stato delle operazioni, richiedendo collaborazione ai cittadini e invitando a evitare il contatto con l’acqua nella zona interessata. Le istituzioni locali hanno messo in guardia i gestori di attività ricreative e i proprietari di imbarcazioni, raccomandando di mantenere una distanza di sicurezza e di segnalare tempestivamente qualsiasi nuova comparsa di macchie.
Impatto ambientale e rischi a breve termine
Il gasolio è un idrocarburo leggero che può creare effetti tossici per la fauna acquatica e per gli uccelli che frequentano i canali. Gli strati oleosi riducono la quantità di ossigeno disponibile in superficie, alterano la fotosintesi delle piante acquatiche e possono avvelenare specie sensibili come pesci, anfibi e macroinvertebrati. Inoltre, la contaminazione delle rive può compromettere habitat di nidificazione e di sosta per molte specie urbane.
Rischi per la fauna e la qualità dell’acqua
Gli effetti immediati includono mortalità di organismi più esposti e l’imbrattamento del piumaggio degli uccelli, che può ridurre la loro capacità di volo e termoregolazione. A medio e lungo termine, composti residui possono aderire ai sedimenti e rimanere una fonte di contaminazione per mesi. Per questo motivo le attività di bonifica devono essere rapide, mirate e svolte seguendo protocolli tecnici per la raccolta e lo smaltimento degli idrocarburi.
Strategie di bonifica e prevenzione
La bonifica include la raccolta meccanica del prodotto galleggiante, l’uso di materiali assorbenti selettivi e, dove possibile, l’estrazione dei sedimenti maggiormente contaminati. La collaborazione tra enti locali, ARPA e soggetti specializzati è fondamentale per valutare il miglior approccio operativo, bilanciando efficacia e impatto secondario sulle specie e sugli habitat.
Il ruolo dei cittadini e delle comunità locali
I cittadini possono contribuire in modo significativo: segnalare tempestivamente nuove tracce di inquinamento, evitare di utilizzare il canale per attività ricreative fino a nuova comunicazione e collaborare nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità. Le comunità di quartiere e le associazioni ambientaliste possono supportare la sorveglianza, documentando l’evoluzione con foto e video che aiutano gli enti a valutare l’estensione del danno.
Prevenire simili incidenti significa anche investire in politiche di controllo e manutenzione delle imbarcazioni, sensibilizzare i diportisti sulle corrette pratiche di rifornimento e stoccaggio, e posizionare dispositivi di contenimento fissi nei punti più sensibili della rete di canali urbani. La vicenda del Naviglio Grande richiama l’attenzione sulla fragilità degli ecosistemi urbani e sulla necessità di prontezza operativa per contenere gli effetti di un inquinamento che può propagarsi velocemente. È un monito per amministrazioni, cittadini e operatori a lavorare insieme per proteggere l’acqua che attraversa e caratterizza la città.
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