Adilma respinge le accuse nell’omicidio Ravasio, incolpa il suo amante e contraddice suo figlio

Gennaio 20, 2026
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Carabinieri

In un’aula gremita del Tribunale di Busto Arsizio, si è consumata una lunga giornata di testimonianze e confronti giudiziari che hanno visto protagonista Adilma Pereira Carneiro, accusata di essere stata l’artefice dietro l’omicidio del suo compagno Fabio Ravasio, tragicamente deceduto il 9 agosto 2024 sotto le ruote di un’auto al confine tra Casorezzo e Parabiago.

La Difesa di Adilma Pereira Carneiro

Durante l’udienza, Adilma Pereira Carneiro ha categoricamente negato ogni accusa, respingendo l’ipotesi di essere stata la mente dietro l’assassinio del compagno. La sua narrativa si è concentrata su un’altra figura, quella di Massimo Ferretti, descritto come un uomo ossessionato e pericoloso, il quale avrebbe avuto motivi personali per voler eliminare Ravasio.

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Adilma ha dipinto un quadro inquietante di Ferretti, menzionando le sue connessioni dubbie e il suo presunto coinvolgimento in attività illecite legate allo scambio di sostanze stupefacenti.

Un altro aspetto sorprendente della sua difesa è stato il commento sulle dichiarazioni del figlio, Igor Benedito, che ha confessato di aver guidato l’auto che ha ucciso Ravasio. Secondo Adilma, il figlio sarebbe stato manipolato o costretto a fare tali dichiarazioni, forse sotto pressione o minaccia di perdere i legami familiari.

L’Aspetto Economico e Religioso del Caso

Non meno rilevante è stato il discorso sulle motivazioni economiche dietro l’omicidio. Adilma ha sostenuto che Ravasio aveva necessità di fondi per ristrutturare un cascinale e che lei non era a conoscenza di alcuna polizza sulla vita del compagno, né aveva interessi finanziari diretti nei suoi confronti o nel suo negozio. Queste affermazioni mirano a smentire l’idea che potesse avere un movente finanziario per l’omicidio.

La sua fede nella religione candomblé è stata anche oggetto di discussione in aula. Durante il processo, è stata mostrata una videochiamata che la ritraeva in atti presumibilmente legati a pratiche di magia. Adilma ha difeso la sua pratica religiosa, sottolineando come essa non dovrebbe essere motivo di accusa o di pregiudizio.

Il processo si è rivelato un crocevia di narrazioni contrapposte e testimonianze che hanno ulteriormente complicato la trama di questo drammatico caso giudiziario. Le implicazioni di queste accuse si ripercuotono non solo sulla vita di Adilma Pereira Carneiro, ma anche su quella di tutti i coinvolti, portando alla luce questioni di giustizia, etica e il delicato equilibrio tra legge e morale.

La prossima udienza, prevista per il 2 febbraio, sarà crucial per vedere il disvelarsi di ulteriori dettagli e testimonianze. Saranno chiamati a deporre i testimoni della difesa, che potrebbero fornire nuove prospettive sul caso o confermare le narrazioni già ascoltate.

Per ulteriori informazioni sullo sviluppo di questo caso, si può visitare la pagina di Busto Arsizio sul sito di [Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Busto_Arsizio).

Ultimo Aggiornamento oggi da Redazione NotiziePrime (Fonte: Ansa)

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